Se sei qui, anche tu stai passano dei giorni no!! Se può esserti d’aiuto “non sei solo!!!” purtroppo oggi molte persone sono nella tua stessa posizione. Hai anche tu molte domande che ti affollano la mente e ti senti in “trappola”, non vedi vie d’uscita e ti chiedi: “perché proprio a me?”, “cosa ho di sbagliato?”, oppure, “sto cercando di fare il mio lavoro al meglio delle mie possibilità!!”
Se anche questo è il tuo caso, non sei SOLO/A. Capita che le persone che hanno qualche responsabilità in più hanno idee diverse dalle tue, sono insicure perché vedono in te qualità che loro non avranno mai, oppure, come si dice dalle mie parti, “su strunzi e basta!!!”. Ma attenzione, non è la sola battutina, presa in giro o scherzi che fa mobbing. Per fare chiarezza e capire se anche tu sei vittima di mobbing rispondiamo a qualche domanda come:
Cosa significa mobbing e come riconoscerlo
Quali sono gli effetti
Come difendersi?
Iniziamo col vedere cosa significa mobbing
Con il termine Mobbing, dall’inglese (to) mob <assalire, molestare> ; quindi molestia o angheria, nel senso comune del termine indica una forma di abuso, comportamenti aggressivi che siano di natura fisica e/o verbale esercitata da una persona o da un gruppo nei confronti di uno o più soggetti. (wikipedia)
Ci si riferisce al mobbing quando il datore di lavoro o la persona che esercita una certa posizione (Caposquadra, capo settore, capo area, responsabili vari….), ponga una serie di comportamenti tra loro uniti, atti a produrre un effetto vessatorio nei confronti del dipendente, come ad esempio l’attribuzione di mansioni inferiori rispetto a quelle contrattuali o all’abuso di procedimenti disciplinari, terrorismo psicologico. Quindi per essere definito mobbing non basta una singola azione, ma una serie di comportamenti connessi tra di loro e finalizzati al licenziamento o alle dimissioni del dipendente.
Come riconoscere il mobbing
Non è semplice riconoscere il mobbing e la distinzione tra “disciplina” del datore di lavoro, la singola condotta illecita (sempre vietata) non rientra nel più grave “disegno” vessatorio del mobbing. Per essere considerato mobbing, bisogna essere in presenza di più comportamenti, la vittima viene sottoposta ad attacchi che vanno da rivalità infantili ad arrivare a vere e proprie azioni criminali, la vittima viene sottoposta a calunnie, violenza verbale e comportamenti aggressivi, trattata volutamente con freddezza. Alcune vittime sono sottoposte a enormi carichi di lavoro, scelti sistematicamente per lavori che gli altri non vogliono svolgere, sminuire gli sforzi per fare un buon lavoro. In poche parole si parla di mobbing quando vi sono tutti quei comportamenti finalizzati a: mortificare la persona del dipendente, svilirne le competenze, umiliarlo fino a portarlo alle dimissioni o cercare di emarginarlo dal resto del gruppo.
Sono caratteristiche del mobbing:
- quando tale comportamento si protrae nel tempo attraverso una pluralità di atti (giuridici o meramente materiali), anche parzialmente legittimi;
- la volontà che lo sorregge, diretta alla persecuzione o all’emarginazione del dipendente – anche in assenza di un esplicito fine persecutorio – diretta a vessare e mortificare il lavoratore;
- la conseguente lesione arrecata al lavoratore, attuata sul piano professionale, sessuale, morale, materiale, psicologico o fisico;
- il rapporto di causa-effetto tra condotta del datore di lavoro (o del superiore gerarchico) e pregiudizio all’integrità psicofisica del lavoratore.
Esempi di mobbing
Ecco alcuni esempi di mobbing:
- situazioni di emarginazione, demansionamento, inattività/ sovraccarico di lavoro, denigrazione, dequalificazione, discriminazione professionale: ossia il cosiddetto terrorismo psicologico;
- brusca e improvvisa interruzione della carriera professionale;
- ambiente di lavoro ostile; umiliazioni e pressioni psicologiche comportanti sofferenze morali, danni alla vita di relazione ed esaurimento nervoso;
- mansioni inferiori e successiva privazione di compiti;
- atti sistematici (quali la negazione di ferie e permessi, privazione dei collaboratori) formalmente legittimi;
- perdurante situazione di tensione derivante da: sanzioni disciplinari illegittime, rigetto di richiesta di mobilità, archiviazione della richiesta di qualifica superiore, riduzione delle funzioni;
- adozione di provvedimenti disciplinari in modo pretestuoso, amplificando l’importanza attribuita a fatti di modesta rilevanza con la specifica volontà di colpire il lavoratore per indurlo alle dimissioni, e/o per precostituire una base per disporre il suo licenziamento.
Quali effetti provoca
Purtroppo gli effetti di questa condotta illecita si hanno anche fuori dal posto di lavoro. Chi è vittima di mobbing riscontra problemi a breve e lungo termine. Lasciare i problemi del lavoro al lavoro non è semplice, tanto più quando si è vittima di mobbing, le ripercussioni gravano sulla persona e su ciò che ha di più caro, la famiglia.
- L’autostima della vittima crolla
- problemi in famiglia
- senso di inutilità
- sfiducia nelle persone/ dubitare di tutti
Chi è vittima di mobbing ha bisogno di tempo per riprendersi e spesso ha bisogno di aiuto medico specializzato. I rischi aumentano quanto più a lungo si protrae la condotta illecita. Un periodico tedesco calcola che “fino al 20% dei suicidi sono causati dal mobbing”.
Il mio punto di vista? Penso che come tutti, chi fa mobbing merita l’espulsione dal luogo di lavoro, pene detentive fino a 4 anni, obblighi di risarcimento per l’azienda, rieducazione alla vita sociale
Un altro problema importante è che la vittima deve dimostrare di essere “vittima“…
Quindi se pensi di essere vittima devi raccogliere quante più informazioni possibili, sempre che possano essere usate, poter pagare un avvocato, spesso i sindacati lavorano nella zona “grigia”, (altri addirittura sono … beh lasciamo stare). Purtroppo raccogliere informazioni non è semplice, non puoi pensare, specie all’ inizio, di essere diventato il bersaglio di qualcuno, dopo un po’ tempo ti dicono che sei paranoico ed è solo una tua convinzione, in particolar modo se il “carnefice” diventa un gruppo e ti ritrovi da solo… dimostrarlo diventa ancora più difficile.
Come conclusione ti posso consigliare 2 cose:
- tieni un registratore vocale sempre acceso con te. (Ma questo diventa una situazione scocciante)
- Alcune aziende hanno un servizio “SA8000” che Dovrebbe evitare questi comportamenti. (ma se sono amici di amici non serve)
- Parla direttamente con il direttore dell’azienda, porta le prove, manda tutti al diavolo e cercati un nuovo lavoro dove sei apprezzato per quello che sei e per quello che puoi dare, non alla “minaccia” che puoi rappresentare